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Colline del Prosecco

Conegliano e Valdobbiadene

Splendida Visita tra le Colline del Prosecco Superiore

Sarai guidato da Venezia nell’area del prosecco con tappa a Conegliano, sede della principale scuola enologica d’Italia e dell’Istituto Sperimentale per la Viticultura.

Castelbrando

Si arriva poi a Castelbrando, il magnifico castello del XVIII secolo che sorge sul promontorio del piccolo borgo di Cison di Valmarino.

Si prosegue poi per Follina, cittadina celebre per la sua piccola abbazia rinascimentale.

Valdobbiadene

Patria del Prosecco, cittadina le cui colline sono ricoperte da vigneti, dove visiterai un’azienda vinicola, assaggiando alcuni dei più famosi tipi di Prosecco, ovviamente non mancherà il Cartizze, il re della famiglia.

Seguirà un pranzo in una delle trattorie locali…. nel pomeriggio una visita ad Asolo, graziosa cittadina sulle colline dove si può godere il centro storico, un castello e la villa dove Eleonora Duse visse, per poi ritornare a Venezia.

prosecco-valdobbiadeneIl Prosecco è tra le bollicine più consumate in Italia e nel mondo.

Perfetto come aperitivo, si sposa benissimo anche con pietanze fresche ed appetitose tanto che c’è anche chi non lo disdegna con i dolci! In estate, poi, è una vera delizia.

Ma come nasce?

Quali sono le sue origini e perché si chiama proprio così?

Le origini del nome: tutto parte da un comune in Friuli Venezia Giulia Sembra che le origini del vino, con il nome con cui lo conosciamo oggi.

Pare risalgano alla fine del ‘500, quando per la prima volta allo spumante viene dato questo appellativo. In particolare la definizione viene data al castellum nobile vino Pucinum, identificato con il castello di Prosecco, un comune friulano in provincia di Trieste.

Fine del ‘700 e gli inizi dell’800

Successivamente, tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800, il vitigno si allarga dalla fascia friulana fino a quella collinare veneta.

Una curiosità: il termine “Prosecco” così come lo conosciamo riferito al vino, appare per la prima volta proprio in questo periodo, nel 1754, in un poemetto, “Il Roccolo Ditirambo”, scritto da Valeriano Canati.

Il primo Prosecco in bottiglia: quello di Carpené-Malvolti Ai primi dell’800 Francesco Maria Malvolti, un viticoltore interessato allo sviluppo dei vini frizzanti, già faceva notare in un discorso all’Accademia di Conegliano “quanto fossero interessanti e squisiti i loro Prosecchi” (li citava insieme ai Bianchetti e ai Moscatelli).

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